



Yves Bernard, Domenico Quaranta (a cura di), Holy Fire. Art of the Digital Age, LINK Editions, Brescia 2011.
Soft cover, 130 pp, inglese / francese, € 38.00, ISBN 978-1-4709-3874-1
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Prodotto come catalogo della mostra Holy Fire, Art of the Digital Age (2008), questo libro è più di un semplice catalogo. Oltre ai lavori dei 27 artisti in mostra il libro raccoglie i saggi dei curatori e un’intervista collettiva ad alcuni dei più significativi rappresentanti del mondo della new media art.
Ma Holy Fire non è un libro sulla new media art, ma una esplorazione dell’arte contemporanea dell’era digitale, e un manifesto contro il paradigma “new media” e l’auto-isolamento in cui queste pratiche si sono rinchiuse negli ultimi sessant’anni. Nelle parole di Régine Debatty (We-make-money-not-art.com): “l’etichetta ‘new media’ è una camicia di forza che rinchiude la pratica che descrive in un ghetto senza un minimo di compassione. Dimenticate il nuovo, mettete da parte i media, e godetevi l’arte.”
Con contributi di:
Inke Arns & Jacob Lillemose, Yves Bernard, Aristarkh Chernyshev, Roman Minaev & Alexei Shulgin, Vuk Cosic, Régine Debatty, Steve Dietz, Joan Leandre, Olia Lialina & Dragan Espenschied, Patrick Lichty, Wolf Lieser, Vicente Matallana, Eva & Franco Mattes aka 0100101110101101.org, Fabio Paris, Christiane Paul, Domenico Quaranta, Charles Sandison, Magdalena Sawon & Tamas Banovich, Paul Slocum, Bruce Sterling, Michele Thursz, Mark Tribe, UBERMORGEN.COM, Karen A. Verschooren.
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