Material Speculation: ISIS di Morehshin Allahyari su Link Cabinet – Documentazione

Material Speculation: ISIS di Morehshin Allahyari su Link Cabinet – Documentazione

Mar 2, 2017

Dal 2 Dicembre 2016 al 5 Febbraio 2017 Link Cabinet ha ospitato Material Speculation: ISIS, un progetto di Morehshin Allahyari.

 

Morehshin Allahyari utilizza la tecnologia per la stampa 3D come uno strumento alternativo di archiviazione di opere e manufatti, così come una modalità peculiare di documentazione e resistenza politica. Nella serie Material Speculation: ISIS alcuni reperti di valore storico distrutti dall’ISIS nel 2015. Dopo un lungo lavoro di ricerca e dopo aver raccolto un grande numero di immagini e documenti degli oggetti distrutti, Allahyari è stata in grado di ricreare e stampare in 3D dei manufatti.

Fotografie, documenti, mappe e video sono stati utili e funzionali al processo di ricostruzione, consentendo all’artista di creare un’immagine che non può smettere di esistere ma che diventa riproducibile all’infinito. Tutta la documentazione raccolta dall’artista è stata salvata su una flash drive successivamente inserita nella riproduzione in stampa 3D del manufatto. Material Speculation ridefinisce il concetto stesso di materialità, costringendoci a ripensare l’idea di monumento e mettendo in discussione la non riproducibilità di immagini e reperti storici. Infine Material Speculation è anche un’indagine sulla relazione poetica e politica tra stampa 3D, plastica, petrolio, tecno capitalismo e jihad.
 

 

Per SITUATIONS / Re-enactment è stata presentata nella sua forma fisica presso il Fotomuseum Winterthur e contemporaneamente ospitata su Link Cabinet, dove l’artista ha deciso di condividere tutti i file e modelli del progetto, mettendoli a disposizione di chiunque in libero download.

SITUATION #57 – Material Speculation: ISIS è una collaborazione tra Fotomuseum Winterthur e Link Art Center.

 
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Morehshin Allahyari è un’artista new media, attivista, educatrice e occasionalmente curatrice. È nata e crusciuta in Iran e si è trasferita negli Stati Uniti nel 2007. Il suo lavoro riflette sulle contraddizioni politiche, sociali e culturali del contemporaneo. Concepisce la tecnologia come un insieme di strumenti tecnologici per riflettere sugli oggetti, un mezzo poetico per documentare le vite personali e collettive che viviamo e le sfide che affrontiamo in quanto esseri umani del ventunesimo secolo. Morehshin ha preso parte a numerose mostre, festival e workshop in tutto il mondo, tra cui Biennale di Venezia, Museum of Contemporary Art di Montreal, Queens Museum, Pori Museum, Dallas Museum of Art, Museo Ex-Teresa Arte Actual, Contemporary Arts Museum di Houston, Museum für Angewandte Kunst, Miami Art fair, e Material Art fair. È stata artista in residenza presso BANFF Centre (2013), Carnegie Mellon University’s STUDIO for Creative Inquiry (2015), Autodesk Pier9 Workshop in San Francisco (2015), e Vilém Flusser Residency Program for Artistic Research in associazione con Transmediale, Berlin -in collaborazione con lo scrittore e artista Daniel Rourke– (2016). I suoi lavori sono apparsi, tra gli altri, su NYTimes, Huffington Post, Wired, NPR, Parkett Art Magazine, Rhizome, Hyperallergic, Global Voices Online, e Al Jazeera.
 

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